Irlanda: il nostro viaggio nella verde terra celtica

L'Irlanda ci ha da sempre affascinato ed era una meta che prima o poi intendevamo raggiungere .... aspettavamo solo il momento opportuno. 

Quel momento è arrivato quest'anno avendo a disposizione tre settimane di fila di vacanze, il minimo indispensabile per poter organizzare un viaggio così lontano.
Nel momento di progettare l'itinerario ci siamo resi conto che i giorni non sarebbero bastati per visitare l'intero paese e siamo stati interrogati se limitarci a vedere bene solo alcune contee o fare l'intero giro. 


Alla fine abbiamo deciso per la seconda ipotesi, scegliendo tra le molte belle località ed attrazioni quelle che volevamo assolutamente non perdere. 

E' stato un grosso lavoro di scrematura, fatto con la consapelezza di dover accantonare molti bei luoghi (ad esempio le isole), ma è stato indispensabile. 

Se mai torneremo saranno ancora lì ad aspettarci.


Visto che le attrazioni da visitare erano molte abbiamo deciso di fare la Heritage Card Ireland versione familiare.
La HC è una carta che dà diritto ad ingressi gratuiti presso i siti gestiti dall'agenzia OPW Heritage Sites. Ha una durata annuale ed il suo costo è di 55 euro per una famiglia di due adulti e di (cito quanto scritto nel regolamento) un numero ragionevole (?) di bambini al di sotto dei 18 anni.

Se pensate di visitare molte siti durante il vostro viaggio è una spesa che consigliamo di fare considerando che i biglietti famiglia vanno da un minimo di 10 euro ad un massimo di 20 per attrazione.
Con questa soluzione noi abbiamo potuto vedere molte cose (ci è mancato il tempo per vedere tutti i monumenti compresi nell'HC) spendendo molto poco.

Un'altra carta per risparmiare è la Heritage Island che, al prezzo di 6,99 euro a persona da diritto ad entrare gratuitamente o con tariffa scontata in 95 siti irlandesi.

Noi abbiamo scelto la prima perchè comprendeva la maggior parte delle attrazioni che volevamo visitare e perchè ci è sembrato offrisse il risparmio maggiore.

Anche per quanto riguarda la compagnia di navigazione, Irish Ferries, con cui traghettare verso l'Irlanda la scelta è stata dettata dal risparmio.
Visti i costi, abbiamo prima di tutto scartato l'ipotesi di sfruttare il Tunnel della Manica per giungere in Irlanda passando dalla Gran Bretagna.
La decisione di partire da Cherbourg e di tornare a Roscoff è invece servita per ottimizzare al massimo i giorni da trascorrere in Irlanda.
Siamo anche stati fortunati perchè, dopo aver prenotato, abbiamo ricevuto direttamente dall'ufficio del turismo irlandese, a cui avevamo fatto l'iscrizione alla loro newsletter, uno sconto di 80 euro che molto cortesemente la compagnia di navigazione dopo nostro contatto telefonico ha acconsentito ad applicare alla nostra prenotazione. In tutto (camper + cabina interna da 4 all'andata e posto a sedere al ritorno) abbiamo speso intorno agli 800 euro.
Qui il consiglio per risparmiare è quello di prenotare il prima possibile. Man mano che si avvicina la data di partenza i prezzi salgono e c'è il rischio di non trovare una cabina economica.

Durante la nostra permanenza in Irlanda non abbiamo avuto, fortunatamente, grossi problemi.
Anche adattarsi alla guida a sinistra alla fine non si è stato così arduo.
Una difficoltà sono senz'altro le strade, molto strette e con fondo pessimo.
Sicuramente siamo stati avvantaggiati perchè già abituati alle nostre strade di montagna.
Comunque è sempre bene fare attenzione alle strade che si imboccano.
Molto utile, per noi, è stato Street View di Google Map con cui Marco, prima della partenza, ha visionato i tratti di strada che potevano essere più ostici e con cui ha individuato i punti dove parcheggiare il camper per visitare i luoghi più ameni del nostro itinerario.


Non esistono in Irlanda aree attrezzate così come le conosciamo noi, ad eccezione di una ad ....
Per il carico acqua abbiamo sfruttato fontanelle o le colonnine presso i distributori di carburante. Per gli scarichi delle acque grigie abbiamo usato semplici tombini, mentre le acque nere le abbiamo scaricate nei diversi wc che abbiamo trovato lungo la via.

Anche per quanto riguarda il cibo non abbiamo avuto molte difficoltà.
Noi difficilmente mangiamo al ristorante quando viaggiamo in camper e di solito ci portiamo la nostra scorta di carne dall'Italia.  
I supermercati sono di solito ben forniti ma i prezzi sono un pò più alti che da noi.
Immancabili tra verdure le patate e delle insolite e piuttosto fibrose carote bianche, la birra Guinness, il pesce affumicato ed il Soda Bread.


Verso Cherbourg
La giornata di oggi sarà tutta “on the road” in modo da avvicinarci il più possibile a Cherbourg dove ci imbarcheremo alla volta dell’Irlanda.
Ci svegliamo alle 6.00 e partiamo mentre Mara e Giada dormono ancora.
In breve raggiungiamo Crest e puntiamo verso St. Ethienne de Tinee oltrepassando il Col de la Republic.
Sfioriamo le città di Roanne, Orleans, Alençon e Caen.
Dal finestrino è tutto un susseguirsi di scorci agresti, di piccoli centri, di pascoli, di campi di girasoli, cavalli al pascolo …. il paesaggio della Francia centrale è magnifico, non ce ne stancheremo mai!
Dopo Caen svoltiamo in direzione Cherbourg fermandoci a Rots presso Il Centro Commerciale Cora dove è presente un area sosta con colonnina per CS. Facciamo il carico, sostiamo per la cena e pernottiamo qui in compagnia di altri equipaggi.


In traghetto verso l'Irlanda
Dopo tanto viaggiare oggi ce la prendiamo un pò più con comodo dormendo fino alle 9.00. Ormai la costa è vicina. Non piove più come la sera prima, ma il cielo è ancora grigio.
Facciamo il rabbocco dell’acqua e partiamo in direzione Cherbourg dove alle 18.30 dobbiamo imbarcarci con il traghetto della compagnia Irish Ferries.
Siccome non ci sono molti parcheggi liberi e non abbiamo intenzione di visitare la città, decidiamo di metterci in coda con molto anticipo, approfittando del tempo libero per leggere e studiare il percorso che seguiremo in Irlanda.
Le procedure d’imbarco procedono senza intoppi e puntuali entriamo nella pancia della nave lasciando poi il camper al deck 3 dopo averlo collegato alla 220 come avevamo preventivamente richiesto al mmento della prenotazione online.

La nostra camera è al deck 6. Si tratta di una modesta 2 stelle con 4 cuccette, una scrivania ed un bagno co doccia. L’ambiente è un po’ claustrofobico per cui approfittiamo ancora del pallido sole per stare fuori e goderci la partenza.
Quando ormai siamo in mare aperto e l’aria diventa troppo frizzante decidiamo di dedicare il nostro tempo (ne avremo un sacco da impiegare !!) all’esplorazione della Oscar Wilde. E’ una sorta di nave da crociera in miniatura. Infatti non mancano ristoranti, lounge bars, videogiochi, baby parking, hair salon, cinema e negozio duty free.
C’è tutto ciò che può servire per intrattenere i numerosi passeggeri durante le 18 ore di navigazione.
Dopo aver girovagato per un po’ torniamo in cabina, consumiamo la nostra cena al sacco, poi colleghiamo il portatile e ci vediamo il divertente film “Vita da Camper” con Robin William ….. tanto per rimanere in tema!

Alla fine apriamo le cuccette e ci mettiamo a letto con la speranza di dormire un po’. La notte passa tranquilla, con un po’ di rollio ovviamente, ma nulla che che ci vieti di riposarci.

Sbarco in Irlanda: da Rosslare a Curracloe
Ci svegliamo verso le 8.00 (ora italiana) e con calma ci prepariamo. Lo sbarco è previsto per le 11.00 per cui abbiamo tutto il tempo per una doccia e la colazione, prima di salire sul ponte per vedere com’è il tempo.
Purtroppo la giornata si prospetta nuvolosa… speriamo migliori una volta toccata la terraferma.
Sul traghetto il tempo scorre lentamente e il momento dell’attracco sembra non arrivare mai !!
Finalmente si scorge qualcosa all’orizzonte: l’Irlanda!
Il porto di Rosslare è piuttosto piccolo, soprattutto rispetto a quello di Cherbourg e la località pare non avere altre attrattive.

Sbarcati ci troviamo subito ad affrontare uno dei timori di questo viaggio: la guida a sinistra!!
Mentre cerchiamo di raggiungere la nostra prima meta, l’Irish National Heritage Park, Marco guida con cautela cercando di assimilare la nuova pratica.
Il tragitto è breve e non c’è nessun problema per il parcheggio essendocene uno privato con alcuni posti che si prestano anche alla sosta di veicoli più lunghi.
L’Irish National Heirtage Park si trova
Pranziamo con l’intenzione di visitarlo nel primo pomeriggio.
Prima di uscire un irlandese bussa alla nostra porta e ci regala un biglietto famiglia che, ci spiega, gli è stato dato alla biglietteria per tornare a visitare il parco. Visto che non ha intenzione di tornare ha deciso di regalarcelo .
Che gentile e che fortuna !!!



Ovviamente accettiamo e risparmiamo 20 euro !
Questo centro è la ricostruzione di antiche case, forti e tombe irlandesi e la sua visita è utile per farsi subito un’idea a grandi linee della storia dell’Irlanda e delle civiltà che via via l’hanno abitata..
Il percorso, che si snoda all’esterno nei boschi, richiede almeno due ore.
Sono previste visite guidate in lingua inglese o audioguide gratuite in italiano.
All’inizio è possibile prendere visione di un filmato (richiedete quello sottotitolato in italiano) che traccia la storia dell’Irlanda e mostra i suoi principali siti archeologici.
Al termine un negozio vende prodotti tipici e souvenir, mentre il bar ristorante a self service permette di gustare prodotti tipici. Approfittiamo del buono per la consumazione che ci hanno regalato all’ingresso e ci prendiamo un the caldo, mentre fuori scende una pioggerellina fine fine. Tempo da Irlanda!

Usciti di lì ci dirigiamo a Wexford per visitare la città fondata dai vichinghi e rimasta alla storia per il massacro perpetrato da Cromwell.
Sostiamo in Redmond Road e a piedi raggiungiamo il centro. Sebbene la North Main Street offra una certa vivacità, la città ci appare piuttosto decadente, con pochi monumenti interessanti. Bella la West Gate, una delle sei porte cittadine dove un tempo si pagava il dazio, mentre troviamo chiusa la Selskar Abbey che dovrebbe essere l’edificio più importante.
Percorriamo le vie cittadine e gli stretti vicoli medioevali cercando di seguire l’itinerario proposto dall’ufficio del turismo, poi torniamo al camper appena in tempo prima che scoppi l’acquazzone.
E’ ora di cercare un posto per dormire.
Optiamo per Curracloe, località balneare a pochi chilometri da Wexford, sulle cui spiagge sono state girate le scene del film “Salvate il soldato Ryan”.
Il parcheggio a ridosso delle dune fa al caso nostro. Ci sono anche i wc pubblici.
Ceniamo e trascorriamo la serata assistendo agli allenamenti di curling che si svolgono, con nostra preoccupazione, sul piazzale.
Pernottiamo senza problemi ed in piena tranquillità.

Attraverso l'Irlanda meridionale fino a Kilkenny
Oggi ci svegliamo alle 7.00 pensando che siano le 8.00….. mannaggia al fuso irlandese e alla sveglia che pare vivere di vita propria e non ha cambiato in automatico il nuovo orario!!!
La giornata, però, sembra splendida. Finalmente il cielo è azzurro e c’è anche un timido sole che fa capolino tra le nubi bianche.
Dopo colazione ci concediamo una passeggiata sulla spiaggia prima di partire in direzione della Tintern Abbey che apre al pubblico solo alle 10.00.
Ce la prendiamo con comodo, ma arriviamo comunque in anticipo.

Quest’abbazia cistercense si trova nel sud della Contea di Wexford all’imbocco della penisola di Hook e vicino alla Bannon Bay, dove sbarcarono per la prima volta sbarcarono i normanni. Intorno alla Tinter Abbey c’è un vasto bosco attraversato da una fitta rete di percorsi denominati Tintern Trail che permettono numerose passeggiate nella natura. Nonostante i sentieri tracciati il luogo ha un che di selvaggio … sembra quasi di stare nella foresta di Sherwood! Percorriamo un paio di sentieri in attesa dell’orario di apertura addentrandoci un po’ nel bosco.
Alle 10.00 torniamo verso la biglietteria dove un impiegato estremamente gentile per ovviare alla mancanza di depliant informativi nella nostra lingua ci fornisce informazioni supplementari sulla storia e sull’architettura dell’abbazia. Volendo è anche possibile effettuare una visita guidata in inglese, ma noi non abbiamo più pazienza di aspettare.
Il sito fa parte del circuito Heritage Sites of Irland, una carta cumulativa che acquistata permette di visitare una notevole serie di attrazioni gratuitamente o con prezzo scontato.
Noi decidiamo di acquistare la versione familiare al costo di 55 euro. Un’idea azzeccata! Ne faremo largo uso durante le tre settimane in Irlanda ammortizzandone in pieno il costo.
L’abbazia è molto bella dal punto di vista architettonico, ma un po’ al di sotto delle nostre aspettative.
Non c’è molto da visitare per cui ci facciamo anche due passi verso il bel ponte in pietra che delimita la baia. Da lì c’è una bella vista sull’edificio religioso e la campagna intorno.

Tintern Abbey

Tornati al camper partiamo per Fethard on Sea dove ci fermiamo per scattare qualche foto al castello pericolante prima di raggiungere Hook Head ed il suo faro.

Il paesaggio è molto bello ed è messo in risalto dalla particole luce del sole che va e viene dietro i nuvoloni bianchi.
Presso il Faro di Hook Head si può sostare presso il parcheggio o più comodamente lungo la scogliera. Noi lo visitiamo approfittando del 20% di sconto ricevuto presso l’Heritage Park . La tariffa è poco più di 14 euro per 4 persone. La visita guidata in inglese conduce all’interno del faro ed illustra la sua nascita e la sua storia. Interessante e simpatica anche se non completamente comprensibile. Bella, inoltre, la vista dall’alto.
Prima di pranzo Marco, Giada e Mara vanno alla ricerca di fossili che qui pare siano molto abbondanti.
Tornano, ovviamente, a mani vuote ma riusciamo a scorgere una foca che si sta cullando tra le onde nelle acque di fronte a noi.

Nel pomeriggio ci spostiamo verso il Duncannon Fort che raggiungiamo dopo una breve tappa fotografica alla chiesa medioevale che si incontra lungo la strada, proprio di fronte al pub Templar’Inn. Tenetelo presente se cercate un posto dove consumare un pasto, a noi ha ispirato fiducia.

A Duncannon parcheggiamo “di fortuna” presso il piccolo porticciolo. Non ci sono grandi spazi e infiliamo il camper dove riusciamo sapendo che ci fermeremo molto poco, giusto il tempo di esplorare il forte all’esterno e scattare qualche foto. Si tratta di una poderosa costruzione a forma di stella che ospita un museo di storia sulle guerre della contea.
La nostra prossima tappa è la Dunbrody Abbey, abbazia cistercense fondata nel 1170.
Ci fermiamo nel suo ampio parcheggio e compriamo il biglietto d’ingresso presso il suo Visitor Centre ( 5 euro in tutto) dove, insieme ad un opuscolo informativo, ci vengono consegnate le chiavi per aprire la porta dell’edificio. L’Abbazia si trova dall’altro lato della strada in mezzo ai campi dove pascolano mucche e cavalli. La Dunbrody Abbey pur essendo un edificio in rovina conserva caratteri interessanti. Purtroppo in parte rimane chiusa al pubblico in quanto ancora in fase di restauro.

Passeggiamo lungo i suoi muri, ammirando le finestre decorate e le colonne slanciate.
Si è però fatto tardi e temiamo di non arrivare in tempo per l’ultima visita alla Jerpoint Abbey.

Percorriamo più in fretta possibile il tratto di strada che ci separa da lì, tralasciando il bel paese di Inistioge lungo il River Noir adatto ad una sosta tranquilla.
La Jerpoint Abbey è famosa soprattutto per il suo chiostro, circondato da capitelli magnificamente scolpiti con figure di mostri, cavalieri e monaci.
Arrivati all’abbazia scopriamo che l’orario di chiusura non è quello indicato sulla brochure della Heritage Card. Mancano dieci minuti e alla biglietteria ci fanno entrare gratuitamente per una visita rapidissima.
Cerchiamo di scattare più fotografie possibili, incalzati dalla voce dell’irrequieta custode che incita noi e gli altri visitatori ritardatari a sbrigarci.
Che peccato …. avremmo voluto soffermarci di più ad ammirare le colonne scolpite o i bassorilievi sulle tombe all’interno della chiesa.
Può essere però una soluzione per entrare gratis! Noi non avremmo comunque pagato perché questo edificio fa parte del circuito dell’Heritage Card.

Usciti di lì non ci resta che cercare un posto per la notte.
In realtà pensavamo di sostare nel parcheggio dell’abbazia, ma non è possibile perché viene chiuso.
Torniamo verso Inistioge dove c’è un parcheggio presso il campo sportivo, ma ha una catena e temiamo chiudano anche quello. Ci dirigiamo quindi a Thomastown, dove ci si potrebbe fermare nei pressi del Lidl, ma decidiamo di continuare fino a Kilkenny.

Scopriamo subito che affrontare una città irlandese nell’ora di punta, quando tutti escono da lavorare, non è una bella esperienza!!
Le strade strette e la guida a sinistra non aiutano proprio, in più abbiamo la sensazione che gli irlandesi abbaino una predilezione per gli ingorghi….
Giriamo parecchio, ma non riusciamo a trovare niente che vada bene per una sosta notturna. Molti parcheggi hanno le sbarre ed gli altri sono troppo trafficati. Alla fine, quando stiamo per gettare la spugna, ne troviamo uno decentrato e tranquillo. Si trova poco prima della Mac Donaught Station, girando da John Street sulla sinistra verso Wolfetone Street. Di giorno è a pagamento (2 euro dalle 8.00 alle 19.00, gratuito la prima ora).
Ceniamo e poi facciamo una passeggiata in centro.
La città è molto piacevole, tranquillamente adagiata lungo le sponde del fiume Nore.
I suoi connotati medioevali, i vicoli antichi, il possente castello la rendono meta ideale dei turisti che di sera
popolano i numerosi pub per consumare piatti tipici, pinte di Guinness o per assistere a spettacoli di musica irlandese.
Il traffico dell’ora di punta è scomparso, ovunque c’è gente che passeggia e con le luci della sera la città è molto attraente.
Rimaniamo lungo la via principale, rimandando la visita al giorno dopo.
Pernottiamo in compagnia di un altro equipaggio inglese.

Visita di Kilkenny e Cashel
Ci svegliamo con un’altra bella giornata di sole. La notte è trascorsa abbastanza tranquilla.
Dedichiamo la mattinata alla visita di Kilkenny, recandoci prima di tutto al Kilkenny Castle, il cui biglietto, avendo la Heritage Card, risulta gratuito.
Si tratta di una grande fortezza, abitazione della famiglia normanna dei Butler, costruita nei pressi del fiume e circondata da immensi giardini dove è possibile accedere gratuitamente per concedersi passeggiate.
L’interno è visitabile anche con guida in italiano, ma noi optiamo per la visita libera. Gli ambienti sono belli ed il tour risulta interessante anche se non regge il confronto con nessuno dei castelli di casa Savoia che noi ben conosciamo. Il Kilkenny Castle risulta comunque l’edificio della contea più visitato. La parte più bella è senza dubbio la Long Gallery, un lungo salone dove sono esposti ritratti di famiglia. Terminiamo la visita con una passeggiata prima nel giardino inglese della facciata secondaria, poi nel grande parco.

Di fronte al castello, negli edifici che ospitavano le sue scuderie, ci sono i negozi del Kilkenny Design Centre, dove è possibile acquistare bei prodotti d’artigianato locale. Ci sarebbero molte cose belle da comprare, ma per il momento non ci lasciamo tentare decidendo di fare i nostri acquisti quando saremo a Dublino. Col senno di poi è stata una decisione sbagliata, perché nella capitale non troveremo più oggetti di quella qualità e da altre parti i prezzi saranno anche maggiori.

Dopo una capatina all’ufficio del turismo per prendere qualche depliant dei dintorni percorriamo Parliament Street fino alla Rothe House, tipica abitazione Tudor appartenuta al mercante John Rothe e per questo simbolo commerciale della città. Dovrebbe esserci un biglietto cumulativo con la Cattedrale, almeno da quanto segnalato dalla Lonely Planet, ma non è disponibile, per cui decidiamo di non visitarla.
Optiamo invece per vedere la St. Canice’s Cathedral, edificio religioso più volte ricostruito caratterizzato all’esterno da curiose pietre tombali e da un’alta severa torre in pietra su cui Marco, Mara e Giada salgono attraverso una lunga serie di scale a pioli (14 euro visita cattedrale e torre). Dall’alto si ha una visione d’insieme della città.
Tornando verso il camper vediamo anche la Black Abbey e la St. Mary Cathedral.
Percorriamo ancora le vivaci vie del centro con i suoi pub dalle facciate colorate, discendiamo lo stretto e pittoresco Butter Slip e passeggiamo lungo la St. Kieran Street mangiando bretzel appena sfornati e presi al Market Cross.
Dopo un pranzo veloce partiamo per Cashel, nostra prossima meta.
La città è nota per la sua rocca dove è situato un antico monastero.
La raggiungiamo dopo un’ora di viaggio lungo strette strade… stiamo quasi facendoci l’abitudine.
Troviamo parcheggio a pagamento in centro (1,20 euro/h dalle 9.30 alle 18.00, 4,6 euro al giorno) proprio a fianco del Cashel Palace Hotel e saliamo a piedi verso la Rock of Cashel, passando vicino alla Croche Memorial ed al Folk Village.

Rock of Cashel
 Purtroppo la rocca è in fase di restauro e la sua facciata non è del tutto visibile.
Questo dovrebbe essere uno dei siti più ricchi d’atmosfera d’Irlanda, ma la numerosa presenza di turisti ne fa perdere un po’ il fasciano.
Essendo parte del circuito dell’Heritage card entriamo gratuitamente. Il personale all’accoglienza è molto gentile e disponibile e ci suggerisce di prendere visione prima di tutto del filmato video che illustra la storia del monastero che a quell’ora è in lingua italiana.
Questo ci permette di avere una visione d’insieme del sito e della sua importanza. La vista degli edifici purtroppo è deludente, troppe parti chiuse ed impalcate. La vista però è incantevole e spazia su colline, campi, pascoli e giusto più in basso si scorgono i resti della Hore Abbey. Passeggiamo tra le antiche tombe in pietra disseminate un po’ ovunque nei prati intorno alla rocca, ammirando iscrizioni e croce celtiche, poi scendiamo lungo un sentiero che porta alla Hore Abbey.
Scavalchiamo un muretto in pietra ed attraversiamo un campo ed in dieci minuti siamo arrivati. Passiamo dì ambiente in ambiente cercando angoli da fotografare, poi soddisfatti torniamo in città.
Il programma prevederebbe lo spostamento a Cahir, ma decidiamo di fermarci per la notte nel parcheggio di Cashel che intanto si è svuotato ed appare tranquillo. Arriva anche l’equipaggio inglese della sera precedente e ciò ci conforta. Io e Marco facciamo ancora un salto alla Bolton Library, poi ceniamo.
E’ incredibile la quantità di corvi che popolano il cielo di Cashel alle prime luci del tramonto !!

Attraverso le contee di Typperary e Cork
La notte è trascorsa tranquilla.
Dopo colazione svuotiamo le acque nere presso i bagni pubblici che ci sono lì vicino e poi partiamo per Cahir.
Parcheggiamo in uno slargo vicino al campo sportivo e da golf ed in 5 minuti raggiungiamo il Cahir Castle.

Si tratta di uno dei castelli meglio conservato d’Irlanda, posto al centro del paese sulle sponde del fiume Suir. Il maniero è circondato da un fossato da alte mura a protezione e conficcata in una di esse si può ancora vedere una palla da cannone sparata dall’esercito di Cromwell.
Fa anch’esso parte del circuito Heritage Card per cui entriamo gratuitamente optando per la visita libera.
A nostra disposizione c’è anche un video in lingua italiana, ma non funziona bene e così ci perdiamo l’ultima parte. Nel castello non c’è granchè, le stanze sono spoglie, ma la visita è interessante dal punto di vista architettonico.

Swiss Cottage


Usciti di lì prendiamo il sentiero che costeggia il fiume e che passa vicino al campo da golf e con una passeggiata di circa mezz’ora nel verde di un boschetto, raggiungiamo lo Swiss Cottage.
Questa è casa d’epoca veramente particolare nello stile, realizzata più che altro come casa da gioco dove gli ospiti dei Butler, i proprietari del Chair Castle, potevano divertirsi fingendosi gente di campagna!!
E’ un sito della HC e la visita avviene esclusivamente con guida in inglese, ma a richiesta vengono consegnati dei foglietti descrittivi anche in lingua italiana. Sebbene non tutti gli arredi siano originali è un luogo veramente pittoresco che merita senza dubbio la visita.
Torniamo sui nostri passi e partiamo alla ricerca di un posto dove fermarci per pranzare.
Marco decide anche di fare il pieno di gasolio, ma a quest’ora è una pessima idea.
Qui i distributori sono dei piccoli supermarket e all’ora di pranzo vengono presi d’assalto. Lo spazio di parcheggio è minimo e noi rimaniamo imbottigliati.
Vista poi la presenza di un colonnina per l’acqua decidiamo di fare il pieno perdendo ulteriore tempo.
Alla fine pranziamo velocemente lì.

La nostra prossima tappa è il Charles Fort, nei pressi di Kinsale.
Questo è uno dei forti a stella più grandi d’Europa realizzato sullo stile delle opere di Vauban.
Marco, appassionato del genere, ne è entusiasta.
E’ un sito HC, per cui non paghiamo e l’addetto al desk si sforza addirittura di parlarci in italiano !


Giriamo liberamente per circa un’ora, visitando i vari edifici e percorrendo i sentieri lungo i bastioni, alcuni a strapiombo sul mare. 

La giornata non è molto soleggiata, ma la vista qui è molto bella. 

Usciamo solo all’ora di chiusura (17.30). 
Il parcheggio del forte potrebbe essere il luogo ideale per la sosta notturna, ma è ancora presto per fermarci, in più ci piacerebbe spostarci a Cork per essere già lì al mattino quando la visiteremo.
Scendiamo dunque a Kinsale dove facciamo una passeggiata per il centro. 
Questa vivace cittadina, antico porto vichingo, è da cartolina, assolutamente da vedere. 
Le sue case hanno facciate dai colori pastello, abbellite da fioriere. Certo è un po’ turistica, ma passeggiare lungo le strette vie che conducono al mare è piacevole.
Prima di cena di dirigiamo a Cork.

La città , seconda dell’Irlanda per importanza, merita sicuramente una visita approfondita per la sua tradizione culturale.
Purtroppo il nostro primo impatto non è dei migliori. 
La troviamo subito molto caotica ed abbiamo difficoltà a trovare un posto dove sostare. 
Ovunque sensi unici, deviazioni quasi impossibili per il nostro mezzo, strade che si restringono all’improvviso…. 

Ci fermiamo per la cena in un centro commerciale e poi andiamo a vedere un parcheggio che abbiamo oltrepassato prima, sarebbe l’ideale, ma le sbarre chiudono alle 23.00 e la tariffa oraria di giorno è di 2 euro/h …. un po’ troppo visto che è decentrato. 
E’ tardi e desistiamo, ancora un giro per le strette vie e poi torniamo alla più sicura Kinsale dove sostiamo per la notte nei pressi del porto dove sono presenti già altri camper.

A mezzanotte laviamo i piatti!!

Tour della Mizen Peninsula
La notte è stata piovosa e la giornata si preannuncia uggiosa e fredda.
Visto che abbiamo deciso di saltare la visita di Cork, oggi ci dedicheremo alla Mizen Peninsula.
Il paesaggio è splendido e con il sole sarebbe anche meglio!
La prima tappa è il paese di Clonakilty dove ci fermiamo nel parcheggio della Community College per fare due passi.
Anche qui c’è vivacità, case dalle porte colorate, insegne pittoresche ed un ameno mercatino con torte appetitose.
E’ il villaggio di Michael Collins, come ricorda una statua in centro ed il Memorial Centre che noi non visitiamo.
Ripartiti, dopo che il navigatore satellitare ci fa fare mezzo giro del globo, troviamo finalmente la strada per la nostra prossima meta: il Drombeg Stone Circle. L’ultimo tratto di strada è strettissimo e quando arriviamo il parcheggio ha le sbarre. Fortunatamente c’è uno spiazzo che fa al caso nostro.
Il Drombeg Stone Circle è un sito celtico di oltre 2000 anni. Qui 17 pietre sono state erette in un cerchio di di 10 metri. Il luogo ha un che di affascinante e misterioso, non fosse per via vai dei turisti. A stento si riesce a fare una foto senza che ci sia qualcuno in mezzo.

Torniamo indietro, pranziamo lungo la strada che ci conduce a Barleycove dove c’è una piaggia stupenda: un’immensa distesa di sabbia, un mare trasparente in cui diversi ragazzi, nonostante l’aria gelida e la pioggia, fanno il bagno.

Ci azzardiamo a raggiungere Crook Haven, piccolo e adorabile villaggio di pescatori, percorrendo la stretta via con fondo stradale pessimo.
Purtroppo piove ed è inutile fermarci. Torniamo indietro e puntiamo verso Mizen Head.
Anche qui la strada è tortuosa e molto stretta.
So di ripetermi, ma difficilmente in Irlanda si trovano strade come le nostre.
Qui sono per lo più strade di campagna che loro percorrono alla stessa velocità con cui noi percorriamo le statali. Il consiglio è quello di tenere il più possibile la sinistra e di sperare di non incontrare un camper o un furgone che vengono nel senso inverso!!
Se riuscite a a rilassarvi un po’ e a non pensare sempre alla strada potrete godere anche dei paesaggi fantastici.

Ponte in ferro di Mizen Head


A Mizen Head troviamo un ampio parcheggio ad attenderci.
Siamo venuti fino qui perché vogliamo percorrere il sentiero costiero che conduce al ponte bianco in ferro che permette di raggiungere il punto più estremo del capo dove è presente un faro ed una famosa stazione meteorologica.
Per accedervi occorre prendere presso il Visitor Centre il biglietto che include anche la visita alla Signal Station ed alla Fastnet Hall. Paghiamo 18 euro per il biglietto family , vediamo in parte l’esposizione sull’ecologia e la geologia locale e poi ci avventuriamo fuori.
Il tempo è ancora brutto, non piove, ma c’è nebbiolina e vento freddo.
Gli scorci sono da brivido, ma il sentiero è in piena sicurezza.
Attraversiamo lo stretto ponte sospeso sull’oceano e raggiungiamo l’isola della stazione.
Nei diversi edifici c’è una mostra sul vicino faro, sulla radio e su Guglielmo Marconi.
Diversi sono i punti panoramici sugli scogli della penisola.
Sotto il mare è tempestoso, ma riattraversando il ponte in ferro riusciamo a scorgere tre foche che guizzano tra la schiuma delle onde. Emozionante!!
Risaliamo i 99 gradini che ci separano dal Centro Visitatori con l’intenzione di finirne la visita, ma scopriamo che è già in chiusura.
Come constatato in diversi paesi nordici da noi visitati anche qui in Irlanda molti dei siti turistici chiudono presto, purtroppo.
Vorremmo sostare qui per la notte, ma abbiamo bisogno di un bagno per scaricare il wc e qua non c’è. Torniamo, quindi, indietro fermandoci a Ballydehob dove è presente un parcheggio (vicino al parco giochi) con wc pubblici.
Scarichiamo e poi puntiamo verso Bantry dove sostiamo in un parcheggio in centro approfittando del fatto che le sbarre sono aperte.
Ceniamo e pernottiamo.

Il Ring of Beara
La notte è stata piuttosto agitata con musica ad alto volume e macchine che passavano fino a tardi.
Oggi però il tempo è bello…. proprio quello che ci vuole per andare alla scoperta del Ring of Beara.

Prima di tutto ci fermiamo nella città di Glengariff che secondo la nostra guida è da non perdere, ma in realtà, a parte la Garinish Island ed il Bamboo Park (che non visitiamo) non ha nulla di così eccezionale.
Se avete tempo fate però un salto al negozio Quilt’s dove si vendono tipici prodotti d’artigianato locale che è ospitato in una bella e particolare casa in legno.
La prossima meta del nostro percorso è Casteltownbere, un bel villaggio di pescatori dove merita fermarsi per fare una passeggiata. Da qui noi imbocchiamo la strettissima strada che conduce al Derreenataggart Stone Circle, un cerchio di pietra con ben 12 menhir conficcati nel terreno.
La strada per arrivarci, sebbene solo di 2 km, è piuttosto impegnativa, ma il luogo ha un che di mistico e misterioso e ne vale la pena.
Ridiscesi continuiamo il nostro giro del Ring of Beara. Il fondo stradale è pessimo, ma la vista è fantastica. Pare quasi di stare in montagna ed invece siamo a due passi dall’oceano!!.

Derreenataggart Stone Circle

Ci fermiamo per pranzo davanti a Dursey Island dove una pittoresca seggiovia collega l’isola alla terraferma. Purtroppo in quel momento non è in funzione.
Per giungere fino a qui occorre fare una deviazione dalla strada del Ring ed imboccare una via ancor più stretta, ma ne vale la pena. Il posto ed il panorama sono splendidi ed un parcheggio abbastanza largo permette la sosta di diversi mezzi.

Dopo pranzo riprendiamo il percorso che prende quota e passa sul versante settentrionale della penisola.
Attraversiamo il piccolo e carino villaggio di Allihies fermandoci presso la spiaggia in quello che può rappresentare un ottimo punto sosta.
Qui Marco non resiste alla tentazione e si fa un bagno (di piedi) nell’oceano.
A Lauragh imbocchiamo la R574 che conduce all' Healy Pass. La strada, che sembra in tutto e per tutto un nostro passo di montagna, taglia in due la penisola ed è spettacolare.
Scesi sul versante meridionale ripercorriamo la via fino a Glendariff dove facciamo un altro valico: il Cahapass che, attraverso il Turner’s Rock Tunnel, conduce fino a Kenmara, la nostra ultima meta della giornata.
La città offre diversi punti utili alla sotsa.
Noi scegliamo il parcheggio lungo la N71, poco dopo il centro, ottimo per visitare questo paese così piacevole e caratteristico.
Per trascorrere la notte tuttavia ci spostiamo presso l’imbarcadero, un punto senz’altro più tranquillo dove ci sono già altri mezzi in sosta.

Il Killarney National Park ed un assaggio del Ring of Kerry
Oggi ci svegliamo con una giornata nuvolosa.
Visto che in Irlanda il tempo è estremamente variabile speriamo che si tiri un po’ su visto che dobbiamo trascorrerla all’interno del Killarney National Park.
Imbocchiamo dunque la bella e panoramica N71 che conduce alla Iveragh Peninsula. E’ presto, non c’è traffico e facciamo l’incontro con un branco di pecore che pacificamente ha invaso la carreggiata.
Oltrepassato il Moll’s Gap entriamo nel territorio del parco.
Il paesaggio è molto bello, un’alternanza di foreste e laghetti. L’atmosfera ha un che di magico e per godercela ci fermiamo al punto panoramico chiamato Ladies View da dove la vista spazia sull’Upper Lake.
In una decina di minuti raggiungiamo Muckross dove facciamo il pieno di gasolio e di acqua.
Questo paese molto prossimo a Killarney ospita una delle case vittoriane più belle d’Irlanda: la Muckross House.
E’ nostra intenzione visitarla per cui sostiamo nell’ampio parcheggio della casa che ha anche un’area dedicata ai camper . Questo edificio fa parte dell’HC per cui entriamo gratuitamente.
Tra l’altro scopriamo anche che oggi è l’Heritage Day per cui si entrerebbe comunque a tariffa scontata.
Questo sommato al fatto che è domenica fa sì che ci siamo un sacco di visitatori!!
Le visite alla casa solo esclusivamente con guida per cui dobbiamo attendere ben 45 minuti per il nostro turno.
Inganniamo il tempo passeggiamo nei vasti giardini dove, lungo il Lough Leeane, si estendono larghi prati e crescono arbusti rocciosi e piante rare conservate in vecchie serre.
Il parco della villa è immenso ed è attraversato da sentieri che arrivano fino alla vicina Killarney o che proseguono all’interno nel National Park.
Sicuramente un posto piacevole dove trascorrere la domenica!!
Oltre a fare il classico picnic qui è possibile noleggiare biciclette o canoe, fare giri in barca o con uno dei tanti e costosissimi calessi.
Finalmente arriva il nostro turno per la visita della casa che fortunatamente risulta essere estremamente interessante. La nostra guida, che parla solo inglese, è preparata e simpatica.
Nonostante il giro duri quasi un’ora e noi non abbiamo ancora pranzato,non lo troviamo per nulla noioso o pesante.
Dopo pranzo lasciamo il camper nel parcheggio e passeggiamo lungo un sentiero fino alla Muckross Abbey, una diroccata abbazia a 2 km da lì.
Tornati indietro partiamo in direzione delle Torc Waterfalls, famose cascate del Killarney National Park raggiungibili anche a piedi dalla Muckross House, se solo il tempo fosse più buono o avessimo più tempo a disposizione. Dal parcheggio nel bosco ci vogliono solo 5 minuti di cammino per raggiungerle.
Il loro salto è modesto e a dir la verità abbiamo visto di meglio in giro per il mondo (ad esempio nello Jura), ma rimangono pur sempre una delle più interessanti attrattive naturali irlandesi.

Ross Castle

La nostra prossima meta è il Ross Castle, una bella roccaforte in riva al Laugh Lake. Anche questo edificio fa parte del circuito HC, ma l’ultima entrata è alle 17.00 e ormai le visite guidate della giornata sono al completo per cui oggi sicuramente non possiamo vederlo.
Decidiamo allora di iniziare a percorrere un tratto del Ring of Kerry, tappa della giornata successiva.
Inoltre dobbiamo scaricare il wc e speriamo di riuscire a trovare una toilette lungo la strada.

Passiamo a Killorglin e ci fermiamo a Rosbeigh Strand lungo la bella spiaggia dove una sottile lingua di sabbia si protrae verso la penisola di Dingle. Qui ci sono i bagni, ma vige il divieto di scarico.
Azzardiamo una stretta via per tornare sulla N70, panoramica, ma assolutamente da non fare con il camper!!!
La prossima fermata è Caherciveen, paese dall’animo triste, come conferma anche la nostra LP.
I bagni pubblici ci sono, ma a quest’ora sono chiusi. Puntiamo avanti mentre il sole si abbassa al tramonto.
Questo tratto di costa è molto bello e la luce della sera regala scorci favolosi.
Proseguiamo lungo il Ring fermandoci a Waterville. Questo villaggio ha avuto spesso come villeggiante Charlie Chaplin tanto che la municipalità gli ha dedicato una statua.
C’è un parcheggio con bagni pubblici a ridosso della spiaggia e della passeggiata a mare. Al momento i wc sono chiusi e ci sono altri due mezzi in sosta nonostante il divieto nelle ora notturne.
Siamo indecisi se fermarci qui o meno, ma Marco non vuole rischiare di essere sgombrati nel pieno della notte e decide di dirigersi verso lo Staigue Fort, un forte ad anello nella collina sopra Castelcove.
Ricorda, infatti, di aver letto che lì c’è sia un parcheggio agevole che un wc.
In effetti è così, ma la strada per arrivarci è da brivido. E’ talmente stretta che la occupiamo per intero ed è affiancata da alti muretti e siepi che, al buio, la rendono ancora più impressionante !!
Il tragitto sembra eterno.
Lassù c’è già un mezzo tedesco che occupa l’unico posto in piano del luogo...sigh!
Ci sistemiamo alla meglio, ceniamo e pernottiamo.
Siamo nel completo isolamento, non ci sono luci …. Chissa se di notte gli spiriti dei celtici che hanno abitato il luogo verranno a farci visita…

Ci riproviamo con il Ring of Kerry
Oggi ci svegliamo presto.
Vogliamo ridiscendere sulla costa prima che arrivino i turisti in modo da evitare di incrociare altre macchine lungo la stretta strada.
La visita del forte è libera, ma un cartello indica di lasciare 2 euro in una cassettina come tariffa d’ingresso.
E’ una costruzione imponente ed è impressionante sapere che risale al III secolo. Intorno ci sono solo campi, pecore al pascolo e grandi cespugli di belle fuscie. Dalle sue mura è possibile vedere la linea della costa anche se curiosamente il forte non è visibile dal mare.
Ridiscendiamo, miracolosamente indenni, e decidiamo di tornare indietro fino a Caherciveen.
Marco ieri sera nella preoccupazione di trovare un posto per la notte non si è goduto granchè il panorama di quel tratto del Ring. A Caherciveen c’è una vecchia caserma restaurata e trasformata in museo.

Cahergal Fort

Noi siamo qui per vedere tre attrazioni che si trovano alla periferia del paese.
La prima è il Ballycarberry Castle, un castello ormai in rovina che si erge in mezzo ai campi di grano.
La sua particolarità è oltre alla bella posizione anche il fatto che è crollato nella parte posteriore lasciano visibile la sezione del castello da cui si intuisce bene come era organizzato.
A proprio rischio e pericolo, visto che non ci sono protezioni, è possibile anche salire sugli archi fino alle camere superiori.
Poco lontano sulla collina ci sono le altre due attrazioni che ci hanno portato fino a qui: il Cahergal Fort ed il Leaganbulle Fort.
Sono due forti ad anello molto ben conservati.
Il primo è poderoso e grazie ad un sistema di scale interne permette di salire fin sopra i bastioni da cui si gode un bellissimo panorama.
Tutti tre i siti sono belli e di forte impatto. Per raggiungerli basta seguire le indicazioni che partono dal semaforo al centro del paese.
Dopo la loro visita riprendiamo la strada del Ring of Kerry dirigendoci verso Portmagee dopo aver fatto la spesa in un vicino Supervalu.
Portmagee è un tipico paese di pescatori situato di fronte alla Valentia Island a cui è collegato da un ponte in ferro.
Ci fermiamo nel parcheggio del Skelling Experience Centre proprio sull’isola e qui pranziamo. Decidiamo di non fare il giro dell’isola per timore di incontrare strade troppo strette per cui riprendiamo la N70 fermandoci di tanto in tanto a scattare foto nei punti panoramici.
Purtroppo dobbiamo rinunciare a percorrere lo Skelling Ring, un anello di eccezionale bellezza che risulta però vietato ai mezzi pesanti.
Arrivati a Castlecove la strada gira nell’interno della penisola e da lì in poi diventa estremamente noiosa fino a Kenmare.
Il Ring of Kerry sarà anche il più famoso tra i Ring irlandesi, ma dal punto di vista panoramico secondo noi non raggiunge la bellezza del Ring of Beara. I tratti più belli si trovano tra Caherciveen e Castlecove.

Arrivati a Kenmare puntiamo in direzione di Killarney e poi di Dingle dove ci fermiamo nel parcheggio del porto (a pagamento 1 euro/h dalle 8.00 alle 18.00). Fingle è una bella cittadina portuale e turistica.
Numerosi sono i negozi che vendono prodotti tipici e i pub dove è possibile gustare piatti di pesci. Da qualche tempo è diventata famosa anche per la presenza, nella baia, di un delfino chiamato Fungie.
Noi ci concediamo una passeggiata e facciamo un po’ di shopping.
Con grande delusione di Giada del delfino non c’è neanche l’ombra, a parte una statua a lui dedicata all’ingresso del porto.
Ceniamo e pernottiamo in compagnia di altri 3 equipaggi.

Il Ring of Dingle
Stamattina ci svegliamo presto in modo da partire prima di dover pagare il parcheggio e per goderci, speriamo, in solitaria il giro della penisola di Dingle.
Il sole è ancora dietro le nuvole…chissà se saremo fortunati da avere una bella giornata di sole.
La strada è stretta, ma dopo quelle percorse nei giorni precedenti sappiamo che c’è di peggio!!
Il paesaggio è splendido.
Per prima cosa ci fermiamo al Dunbeg Fort, un forte ad anello con vista sul mare. Purtroppo il cancello di accesso è chiuso. Sono le 8.30… forse un po’ presto per le visite??
E’ un peccato anche perché abbiamo letto che, finita la stagione turistica siti come questi sono accessibili liberamente.
Proseguiamo ed iniziamo a vedere le prime Fahan Behive Huts, tipiche case ad alveare in pietra.
Si trovano tutte in mezzo a campi chiusi da cancelli.
L’ingresso costa 2 euro a persona e in quel momento sono chiusi. Probabilmente gli introiti vanno ai proprietari dei terreni, ma a noi il prezzo è sembrato veramente eccessivo.
Ne fotografiamo una visibile anche dalla strada e tiriamo avanti.

Il panorama si fa via via ancora più bello.

Arrivati allo Slea Head la strada si restringe e diventa tortuosa. Praticamente la occupiamo per intero.
Fortuna che è presto e così possiamo goderci il passaggio fermandoci a fare fotografie dove è possibile.
Questo tratto di costa è favoloso. Di fronte ci sono le Blasket Island, sotto le scogliere e qua è là nei ripidi prati, pecore al pascolo.
Superiamo il piccolo villaggio di Dunquin, dove è stato girato il film La figlia di Ryan, e ci fermiamo nei pressi nei pressi di Clogher Head, il passo che scavalca la parte settentrionale della penisola, godendoci la vista sulle isole Blasket e le numerose baie a nord.
La nostra prossima tappa è la spiaggia di Clogher dove speriamo di vedere qualche foca, ma non siamo fortunati.

Gallarus Oratory

Percorriamo a piedi un tratto del sentiero costiero attraversando campi delimitati da muretti dove tranquille pascolano le pecore prima di dirigerci al Gallarus Oratory.
Il sito fa parte del circuito HC, per cui dovrebbe essere gratuito, ma in realtà si pagano le facility (parcheggio, wc, negozio). Una mezza fregatura di cui discutiamo con la biglietteria lamentando la poca chiarezza sul libretto d’istruzioni. Sembra assurdo, ma funziona così. Per contro, se arrivi dopo l’orario di chiusura ovviamente entri gratuitamente!! Alla fine paghiamo controvoglia per una visita che richiede non più di 10 minuti e senza ricevere alcuna brochure informativa a proposito.
Il sito è comunque interessante anche se forse la sua notorietà è eccessiva. Si tratta di un edificio religioso risalente al VIII secolo, costruito in pietra dalla curiosa forma a tenda canadese
Dopo la sua visita andiamo alla vicina Killmalkedar Church, un antica chiesa presso cui è possibile vedere un’interessante pietra ogamica con iscrizione e belle croci celtiche.
Da qui la vista sulla baia è splendida.

Croce celtica alla Killmalkedar Church

Il Ring of Dingle termina con la R559 che ci riporta a Dingle. Da qui, non potendo fare il Condor Pass, causa divieto, attraversiamo la penisola scendendo a Castlelgregory dove ci sono due baie favolose con coste e dune sabbiose.
Prenziamo a Kilshanning sulla stretta e lunga lingua di sabbia con vista sull’oceano riposandoci prima del lungo spostamento che ci tocca fare verso nord.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Carrigafoyl ed il suo bel castello diroccato circondato dal mare con l’alta marea.

La nostra ultima tappa del giorno è il Laugh Gur, un sito archeologico vicino ad un laghetto, dove dovremmo trascorrere la notte .
Lungo la strada ci fermiamo ad Askeaton per fare il pieno d’acqua ed una doccia presso il CS della piscina comunale (credo l’unico di questo tipo in Irlanda!!). La sosta ci porta via parecchio tempo ed arriviamo al lago che sono ormai le 10.00.
C’è un buio quasi totale, non si capisce bene com’è il posto.
Ceniamo e poi andiamo a dormire.

Verso le Cliff of Moher passando per Limerick
La notte è trascorsa più tranquilla di quanto pensavamo.
Nella sera è piovuto parecchio e la giornata sembra essere ancora nuvolosa.
Ci svegliamo alle 8.00 e appena possibile partiamo in direzione di Kilmallock. Un bel paesino che conserva diversi antichi resti visitabili liberamente.
Terminato il giro torniamo verso il lago ed andiamo a vedere il Grange Stone Circle, il cerchio di pietra d’Irlanda. La sua ampiezza è impressionante, ma il luogo non è così spirituale come credevamo …è pieno di vitellini al pascolo!!

King John’s Castle

Scattiamo qualche foto e poi partiamo in direzione di Limerick dove sostiamo nel parcheggio del castello, il King John’s Castle, simbolo della città più volte messa a dura prova da assedi e battaglie.
Il castello normanno con le sue tonde torri grigie si trova a ridosso del fiume Shannon. Al suo interno ospita esposizioni sulla sua storia e sulla storia della città. Nei sotterranei, inoltre, scavi archeologici recenti hanno portato alla luce resti di antiche abitazioni vichinghe.
Visitiamo il castello, pranziamo e dedichiamo il pomeriggio alla visita di Limerick. Torniamo al parcheggio appena in tempo prima che chiuda e ci spostiamo verso Dysert O’Dea, un ricco sito archeologico dove è possibile ammirare un abbazia, un castello, cerchi di pietre ed una notevole croce celtica vecchia di nove secoli.

Dysert O’Dea

Terminiamo la giornata alle Cliff of Moher, attendendo il tramonto godendoci il panorama dalle scogliere più famose d’Irlanda. Il parcheggio è aperto e dopo le 19.00 è gratuito.
Queste scogliere sono una delle attrazioni principali del paese e si trovano a sud di Doolin.
Sicuramente il momento migliore per vederle è con la luce della sera, quando la maggior parte dei visitatori se ne sono andati e le luci rosse del sole esaltano il bianco degli scogli.

Cliffs of Moher
 Si possono ammirare unicamente da una terrazza panoramica dotata di muretto, anche se i più impavidi strisciano fino all’orlo erboso incuranti dei vari cartelli di divieto.
Certo il panorama è fantastico e lo strapiombo lascia senza fiato, ma pensavamo che ci fosse un sentiero che vi passasse sopra, invece scopriamo che è chiuso, forse perché troppo pericoloso.
Attendiamo il calare del sole anche se questa non è la sera giusta per un bel tramonto…all’orizzonte ci sono troppe nubi.
Ridiscendiamo quindi nella piazzetta che durante il giorno è senz’altro molto animata vista la presenza di un centro visitatori, di bar e di diversi negozi di souvenir.
Ceniamo e pernottiamo. Con noi nel piazzale ci sono altri equipaggi.

Il Burren ed il Connemara
Anche oggi ci svegliamo presto in modo da lasciare il parcheggio prima che inizi l’ora a pagamento.
Percorriamo la strada sulla costa in direzione nord fino ad entrare nel Burren.
Qui c’è un paesaggio bellissimo ed inconsueto caratterizzato da una vasta distesa di roccia calcarea sconnessa e butterata.
Il Burren
 Ci fermiamo per un po’ a camminare lungo la costa sulle pietre levigate dalle glaciazioni ed erose dagli agenti atmosferici prima di riprendere la via verso Galway sostando di tanto in tanto a scattare foto nei punti più panoramici.
Doppiamo il Blackhead e, all’altezza di Ballyvaughan deviamo sulla R480 per andare a vedere il Poulnabrone Dolmen, il più grosso e più fotografato dolmen d’Irlanda. Mai come oggi abbiamo visto tanti pullman turistici e lungo la strada stanno addirittura girando un film !!
La visita del dolmen è libera e gratuita. Si tratta di un enorme sepolcro formato da un grande lastrone sorretto da quattro enormi pietre. E’ incredibile pensare che sta lì in mezzo a questo paesaggio arido da circa 5000 anni.

Poulnabrone Dolmen
 Torniamo indietro e riprendiamo la R477 facendo tappa alla Corcomroe Abbey, resti di un’antica abbazia cistercense che conserva ancor oggi capitelli decorati.
Ultima tappa della mattina è il Dunaguire Castle che non visitiamo ma fotografiamo solo da fuori.
Sostiamo presso il parcheggio del castello ed andiamo a vedere il vicino paese che alcune belle case dai tetti di paglia e gli usci colorati.
Purtroppo ci coglie un forte acquazzone che costringe Marco ad andare a recuperare il camper mentre noi aspettiamo sotto la tettoia di un supermarket.
Pranziamo alla periferia di Galway. Il traffico è inteso e per arrivare alla N59 impieghiamo circa mezz’ora.

Dunaguire Castle

Puntiamo poi in direzione di Aughnamure dove visitiamo il bel castello facente parte del circuito HC. La visita è libera, ma viene data in prestito una brochure in lingua italiana. Al suo interno non c’è molto da vedere, ma la sua pozione proprio a fianco di un ruscello ed il suo aspetto esteriore sono affascinanti.
A questo punto vorremmo seguire la costa del Connemara, ma complice la pioggia che ha ricominciato a scendere sbagliamo strada. Attraversiamo così la parte interna della regione, bellissima e ricca di laghetti.
Peccato per il tempo, perché meriterebbe di essere esplorata di più.
All’altezza di Ballinafad puntiamo finalmente per la costa fermandoci a Roundstone dove c’è una bellissima baia in quel momento con la bassa marea.
La nostra giornata termina in uno spiazzo lungo la stretta R341, dinanzi alla Baia Mannin, poco dopo Ballinaboy, dove ceniamo e pernottiamo.

Kylemore Abbey e Galway
Tanto per cambiare ci svegliamo presto anche ogg e dopo colazione andiamo alla Kylemore Abbey, una grande abbazia costruita sulle rive del lago e circondata da un vasto parco e bei giardini curati.
Il biglietto d’ingresso è piuttosto caro (32 euro il family HC), ma la visita ne vale la pena.

Kylemore Abbey
 Questo edificio un tempo era un castello, gli ambienti sia interni che sterni sono molto belli. Il parco che la circonda si sviluppa sulla collina retrostante e nei suoi giardini si possono fare piacevoli passeggiate ammirando i numerosi fiori variopinti disposti con ordine e rigore. Qui è consigliabile arrivare presto, appena apre, prima che i numerosi pullman di turisti la prendano d’assalto.
Noi la visitiamo tranquillamente ed usciamo mentre stanno arrivando i primi ed il cielo già si rannuvola.

Il Connemara

Riattraversiamo la regione del Connemara attraverso la R344 dirigendoci in direzione di Galway, nostra successiva meta. Qui sostiamo nel parcheggio di un centro commerciale molto prossimo al centro, dove invece i parcheggi sono tutti a pagamento. Un cartello ci informa che non possiamo sostare più di 3 ore.
Volendo poco più avanti c’è un pay & display a 5 euro al giorno.
Giriamo la città ed il suo centro storico.
Galway è una città vivace e divertente. Il suo centro storico è tagliato in due da una strada pedonale animata da turisti ed artisti di strada che affollano i numerosi pub e ristoranti a qualsiasi ora del giorno.
Non ci sono grandi monumenti, qui si viene per passeggiare immergendosi nella pura atmosfera irlandese o per assistere ai numerosi festival musicali che la città ospita.
Il tempo è piuttosto variabile ed in un momento di pioggia ci rifugiamo nel City Museum, un museo ad ingresso gratuito dedicato alla storia della città, con mappe, oggetti e fotografie in bianco e nero.
Più tardi visitiamo la Cattedrale e vediamo il Salmon Weir Bridge, ponte sotto cui si pescano i salmoni che in inverno risalgono il fiume.

Le 3 ore sono ormai trascorse, per cui torniamo al nostro mezzo e ripartiamo prendendo l’autostrada in direzione Dublino.
Usciamo a Ballinasole est e proseguiamo fino a Shannonbridge un piccolo centro lungo le rive dello Shannon dove approfittiamo dei servizi del porticciolo per scaricare le nostre acque.
Ultima tappa della giornata è Clonmacnoise, dove ci fermiamo per la cena ed il pernottamento presso il parcheggio dei bus (quello delle macchine ha la sbarra).

Avvicinandosi a Dublino: Clonmacnoise e Castletown House
Ci svegliamo verso le 8.00 e all’ora di apertura siamo pronti per la visita.
Clonmacnoise è il sito monastico più visitato d’Irlanda. Qui nel passato religiosi provenienti da tutta Europa arrivavano per studiare e pregare. Venne fonda to da San Ciaran nel 545 e, grazie alla sua posizione sul fiume Shannon, divenne un importante crocevia anche dal punto di vista commerciale.
All’interno del sito sono presenti diverse chiese ormai in rovina ed è uno dei luoghi migliori per ammirare le famose croci irlandesi.
Clonmacnoise fa parte del circuito HC per cui non paghiamo l’ingresso. Incluso nel prezzo c’è anche la visione di un video in lingua italiana che ne illustra la storia.
Visitiamo prima il suo museo dove sono conservate le tre croci celtiche mirabilmente decorate e alcune lastre originali e poi giriamo liberamente fuori.
Il luogo è ricco d’atmofera, sembra di essere tornati indietro nel tempo fino a quando arriva il primo pullman di turisti. La visita del sito richiede almeno due ore anche se le costruzioni si trova molto ravvicinate, intervallate tra loro da prati tappezzati qua e là da tombe in pietra.
Usciti facciamo ancora un giro all’ufficio del turismo presso la biglietteria prima di riprendere l’autostrada verso Dublino.
Clonmacnoise

Usciamo a Casteltown dove ci fermiamo a visitare la bella ed elegante dimora palladiana di Castletown House.
C’è un ampio parcheggio adatto anche alla sosta dei camper e sorvegliato. La visita della casa è con guida in lingua inglese. La signora che ci accompagna è molto cortese e preparata. Purtroppo siamo gli unici stranieri del gruppo e lei parla molto in fretta per cui non sempre riusciamo a capire le sue parole.
Se la visitate è consigliabile chiedere la brochure in lingua italiana da restituire al termine del giro.
La visita dura circa 50 minuti ed è molto interessante.
Comprende alcune delle più belle camere del palazzo che hanno arredi e decori favolosi, come quella tappezzata con vecchie stampe di giornali.

Castletown House
 La casa è circondata da un vasto parco dove è possibile passeggiare liberamente, magari spingendosi fino all’obelisco fatto costruire dalla vecchia proprietaria.
Tornati al camper ci dirigiamo verso il campeggio Camac Valley alle porte di Dublino non prima di aver fatto scorta di viveri presso un supermercato.
Sbrighiamo in fretta il check in pagando anticipatamente 48 euro.
Facciamo la doccia, ceniamo e pernottiamo.

Prima giornata a Dublino
Stamattina, purtroppo, ce la dobbiamo prendere con comodo.
Ci siamo informati alla reception ed il primo bus per la città alla domenica passa solo alle 11.10!
Dormiamo un po’ di più e ci mangiamo un panino prima di partire alla scoperta di Dublino.
La fermata è proprio davanti al campeggio …non ci si può sbagliare. L’unico problema sono i biglietti che si fanno rigorosamente a bordo. La tariffa è di 2,30 euro per adulto e 1 euro per i minori di 16 anni. Il conducente però accetta solo monete e non dà resto per cui occorre sempre avere la tariffa giusta.
Preparatevi in anticipo e fatevi un po’ di scorta!
Per l’andata siamo a posto, per il ritorno cercheremo di procurarci le monete che servono.
Dopo un viaggio di tre quarti d’ora raggiungiamo il centro ed iniziamo la nostra visita.

Il Liffey

La giornata è molto ventosa e quando il sole scompare dietro le nuvole fa pure freddo.
La capitale irlandese ci piace già da subito. In giro ovviamente ci sono moltissimi turisti.
La città è molto semplice da girare e visitare, tutte le attrazioni sono piuttosto vicine ed è l'ideale per chi ama camminare.
Dublino

Quando inizia a piovere forte ci ripariamo nella National Library, peccato che oggi la reading room resa celebre dalla descrizione di Joyce nell’Ulisse, sia chiusa. Da li’ ci spostiamo nel National Museum, un luogo veramente notevole dove sono conservati reperti che risalgono fino a 9000 anni fa. Imperdibile soprattutto se si vuole vedere da vicino gli oggetti originali ritrovati nei diversi siti archeologici visitati in precedenza come l’Ardagh Chalice e la Tara Brooch.

Dublinia e Christ Church

Alle 20,00 mangiamo cena in un ristorante che serve hamburger americani e poi prendiamo il bus delle 21.00 che ci riporta al campeggio.

Secondo ed ultimo giorno a Dublino
Comincia il nostro secondo giorno a Dublino.
Ci svegliamo presto e prendiamo il bus delle 8.35…non vogliamo sprecare neanche un attimo della nostra permanenza qui.
Il tempo vola passeggiando tra le strade della capitale.
Purtroppo il cielo è coperto, ma non c’è vento come il giorno prima.

Christ Church
 Dedichiamo la giornata alla visita del Dublin Castle, il cui tour in italiano risulta essere molto interessante, vediamo il favoloso Book of Kells dopo aver atteso a lungo in coda nel cortile Trinity College, dove è ora conservato, ci lasciamo entusiasmare da Dublinia, un divertente museo dove è ricostruita la Dublino medioevale.
Temple Bar
 Non manchiamo inoltre di visitare la Christ Church Cathedral e la St. Patrick Cathedral e di aggirarci lungo i vicoli del quartiere di Temple Bar, il più caratteristico della città.
Pranziamo al … e prima di tornare al campeggio con il bus delle 19.00 facciamo un veloce shopping.
Arrivati al camper facciamo il pieno di acqua e ci sistemiamo per riprendere il nostro viaggio.
Alle 20.00 partiamo per Bru a Boinne, sito che visiteremo il giorno dopo.
Dublin Castle

Dormiamo nel parcheggio del cimitero di Donore insieme ad un altro equipaggio francese che abbiamo già incrociato altre volte durante il nostro itinerario. Il parcheggio del sito purtroppo è chiuso, ma volendo, proprio di fronte c’è un lodge che a pagamento permette la sosta ai camper presso il proprio parcheggio privato
Ceniamo e pernottiamo.

Alla scoperta dei celti: Bru Na Boinne e la Hill of Tara
La notte è trascorsa tranquilla e al mattino ci prepariamo in modo da essere a Bru Na Boinne al momento della sua apertura. Arriviamo in anticipo, ma i suoi cancelli sono già aperti e possiamo parcheggiare nell’area apposita per i camper (con colonnina acqua).
Bru Na Boinne è uno dei siti archeologici più importanti del mondo.
Il numero di visitatori che possono accedervi ogni giorno è piuttosto limitato e per questo motivo occorre recarsi lì presto.
Knowth
 Si estende su una vasta area nei dintorni Donore dove sono sparsi tombe, megaliti ed altri monumenti risalenti all’epoca neolitica. Le principali attrazioni sono però tre grandi tombe a corridoio: Knowth, Newgrange e Dowth, visitabili unicamente con visita guidata che parte dal centro visitatoti dove abbiamo parcheggiato.
Il sito fa parte del circuito HC, per cui entriamo gratuitamente e ci prenotiamo per visitare Knowth e Newgrange. Dowth non è aperta al pubblico e al momento è in fase di recupero e studio da parte degli archeologi.
Mentre aspettiamo che inizi il nostro tour visitiamo il museo del centro interessante e moderno grazie a postazioni interattive.
Newgrange

Alle 9.45 saliamo sul pulmino che attraversando la campagna ci conduce a Knowth dove c’è ad attenderci la nostra guida che ci spiega in modo molto esaustivo il sito risalente a circa 5000 anni fa e costituito da una tomba principale a due camere e da una serie di tombe satelliti all’esterno.
La particolarità di questa tomba sono le grosse pietre decorate da cui è formata e la presenza, all’interno di una sua camera, di un grande catino in pietra che gli archeologi non hanno potuto estrarre in quanto più grande dell’apertura presente.
Da qui la supposizione che l’intero complesso sia stato costruito intorno a questo oggetto che per gli antichi aveva senza dubbio un grande valore.
Dopo circa un’ora di spiegazione la guida ci riaccompagna al nostro pulmino che ci riporta al centro visitatori da dove, saliti su un altro mezzo, veniamo condotti a Newgrange.

La tomba di Newgrange, risalente allo stesso periodo della precedente, è impressionante per la sua grandezza e per la bellezza della sua perfetta architettura ad ellissi.
Anche qui troviamo una simpatica e preparata guida pronta ad illustrarci il sito. Tutto risulta molto interessante.
Newgrange è la tomba più famosa di Bru Na Boinne perché è interessata da un fenomeno davvero singolare: durante il sostizio d’inverno l’unica camera sepolcrale presente in essa viene illuminata da un raggio del sole proveniente dall’esterno.
Entrare al suo interno percorrendo in fila indiana il basso e lungo corridoio verso il centro della sepolcro è veramente emozionante, così come lo è assistere alla simulazione, grazie ad una torcia, di ciò che avviene al momento del solstizio.

Anche questa visita dura circa un’ora e ci lascia estremamente soddisfatti.
Tornati al camper pranziamo e nel pomeriggio ci dirigiamo a Trim per visitare il castello che fu la location del film Breaveheart.
La vista dall’alto degli spalti è magnifica, ma la visita non ci entusiasma.
La guida parla troppo veloce ed i suoi discorsi sono spesso incomprensibili. Il fascicolo in italiano che ci viene dato, poi, non riporta alcunché di ciò che viene detto durante il tour, ma fornisce solo nozioni di carattere generale. Il sito è HC, per cui non paghiamo l’ingresso.
Terminata la visita passeggiamo liberamente nei prati intorno al castello e raggiungiamo lo Yellow Steeple, poi lasciamo Trim dirigendoci a Tara.

Hill of Tara

La collina di Tara fu un luogo sacro abitato dai druidi ed un importante centro del paganesimo irlandese.
Tra le dolci colline ci sono diverse tombe a tumulo,, resti di forti e luoghi adibiti ad antichi riti.
Qui venivano incoronati i re celti irlandesi.
Non aspettatevi granchè, ma lasciate andare l’immaginazione e cercate di andare indietro nel tempo.
Il luogo, specialmente se non c’è molta gente conserva ancora un che di magico.
Noi arriviamo pochi minuti dopo la chiusura, così troviamo il centro visitatori chiuso. Al suo interno è possibile assistere alla proiezione di un video che spiega la storia di Tara.
Nessun problema per l’ingresso: è sempre aperto, basta superare il piccolo cimitero e ci si ritrova sulla collina.
Noi la esploriamo in lungo ed in largo (munitevi di cartina in modo da capire cosa sono i resti che incontrate) e verso le 18.30 partiamo in direzione dell’Ulster per poter trascorrere la giornata successiva sulla costa delle Causeway.
Dopo un lungo e stancante viaggio ci fermiamo a dormire nel parcheggio della spiaggia di Castelway dove sono presenti anche i bagni pubblici.


Continua a leggere la seconda parte del nostro viaggio nella verde Irlanda